giovedì 27 dicembre 2012

I nostri auguri natalizi: la rivincita è una scatola rossa...




"Se tutti dovessero fare quello che sanno", ha sentenziato un po’ di tempo
fa il geniale Petrolini, "nulla o quasi verrebbe fatto su questa terra".

Anche un altro, troppo rinomato per essere citato proprio mentre se ne
celebra il rituale della nascita, credeva che bisognasse perdonare coloro
che non sanno quel che fanno.

Sta tutta qui la sfida del monito “ama il prossimo tuo”, nel senso che
dovremmo provare a farlo nonostante tutto : nonostante le nostre imperfezioni,
le nostre paure, i limiti congeniti ad ognuno, le idiosincrasie e le difficoltà
che ogni relazione comporta.

Un po’ tutti, prima di accingerci a compiere qualcosa, temiamo di non
sapere fare questo o quello, di essere inadatti, inferiori alle aspettative,
persino incapaci e per queste ragioni paventiamo un fragoroso fallimento.
Ma di fatto non è così: dentro di noi siamo certi,  anche se le circostanze
della vita provano ogni volta a smentirci, che la nostra anima è grande e
mirabile, degna di compassione, potenzialmente aperta ad ogni miracolo
che nella forma e nella sostanza si apre agli altri come dono.
 
Perciò se dovessimo, adottare il paradigma sacro e solenne della croce
nella vita di ogni giorno, sarebbe di certo più facile, come suggeriva una
bambina alle festa della scuola di sabato sera,  immaginare e fare che Natale
accada tutti i giorni.

E cioè essere genericamente più buoni e indulgenti, e in maniera più
filosofica e supponente, più generosi, più misericordiosi, avvezzi alla
tolleranza, solleciti alla collaborazione, e culturalmente disponibili all’ascolto
dell’altro.

In fondo, il nostro modo di vivere è ancora pienamente ancorato a una
visione molto romantica della vita e dell’individuo:valori come autenticità,
sincerità, amore del prossimo, sacrificio, convivialità sono ancora ben
impressi nella mente e nel cuore.

Ed è proprio grazie a un patrimonio culturale così e davanti alle pietanze
di questi giorni, esempio profumato e appetitoso di una tradizione che si
rinnova ogni volta, che si possono dimenticare le sofferenze della vita,
se non ci toccano troppo da vicino.
Il primo dono di una comunità è quello di se stesso, così com’è, magari
perfettibile, ma accettato integralmente nei suoi pregi e anche nella sua
eterna vocazione all’errore.

Questo Natale è ancora di più un Natale di profezia: il nostro augurio è
che al di là dell’allineamento dei pianeti, siano i nostri occhi allineati nel
guardare al futuro come un posto dove voler abitare il più comodamente
possibile, ma, in fondo, per vivere meglio in questo presente.

2 commenti:

  1. Sfavillante nel colore, intenso nel significato.Ringraziamo il nuovo e particolarissimo Blog ed il suo amministratore per la graditissima sorpresa e per averci donato uno spazio d'ascolto e di consultazione ancora più ricco e riflessivamente ancora più stimolante. Auguriamo a questo speciale Blog un anno ricco e fecondo sperando che possa rappresentare, con la stessa cura e pazienza di sempre,il rifugio dei nostri pensieri più profondi e il porto sicuro dei naufragi interiori.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Amministratore del Blog28 dicembre 2012 alle ore 16:15

      Ci preme ringraziare l'Associazione La Clessidra per le lusinghiere parole usate nei nostri confronti e anche per essere stata la prima a formulare un "commento" su questo neonato blog.
      Speriamo di poter essere all'altezza del compito cui ci chiama e di non deludere gli amici che voraano frequentarci.

      Elimina